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Le attività per aumentare l’autostima dei bambini.

Negli adulti così come nei bambini, l’autostima è fondamentale per affrontare la quotidianità e gli altri. Autostima e sicurezza sono tra loro strettamente collegate. I bambini (ma anche gli adulti) con una scarsa autostima faticano a stare nel gruppo, prendono parola raramente perché hanno paura di sbagliare, non brillano certo per entusiasmo ed iniziativa, sono individui chiusi emotivamente.

Un adulto con bassa autostima molto probabilmente è stato un bambino demotivato, al quale la famiglia, la scuola o la società non ha creduto in lui, non ha dato la giusta importanza ai suoi sogni. Queste persone crescono con la convinzione di non essere in grado di poter donare qualcosa di utile agli altri, perdono il loro tempo a concentrarsi sulle proprie debolezze dimenticando i propri punti di forza.

Come aiutare un bambino insicuro?

Non è difficile capire un bambino insicuro: solitamente mostra un atteggiamento “chiuso” anche nel fisico: spalle rivolte verso il torace, sguardo basso, giocherella con le mani, voce pacata e debole. Alcuni bambini lo sono per carattere, altri lo sono diventati.

Ma come aiutare un bambino insicuro? Un bambino insicuro non va aiutato spronandolo a fare chissà cosa, molti genitori e insegnanti lo incitano a parlare, a portare a termine un compito, troppo spesso alla fine dell’anno scolastico in vista dei famigerati saggi finali si punta molto su questi soggetti. Ma perché? La timidezza, cara amica dell’insicurezza, non si supera in questo modo.

Ognuno ha le strategie giuste per realizzarsi e venir fuori caratterialmente, ciò che l’adulto deve fare è prima di tutto ascoltare. Un bambino insicuro imparerà ad aprirsi se avrà accanto persone, adulte e coetanei, che credono in lui. Non spetta agli altri spianare la strada, ma ognuno di noi ha tutte le potenzialità per spiccare il volo, basta crederci. Inoltre, di tutte le cose che si possono insegnare ai bambini penso che la realizzazione di un sogno sia una delle più importanti. Non ha importanza la qualità del sogno ciò che conta è che si permetta di sognare. Gli adulti, dunque, devono evitare di sottovalutare i desideri dei figli, anche se possano sembrano difficili da esaudirsi. Non bisogna illuderli, ma incoraggiarli a far sì che non venga mai a mancare la fiducia in loro stessi.

Quali attività consentono al bambino di aumentare la sua autostima?

Nella bella stagione i giochi all’aria aperta se ne possono fare quanti se ne vuole. Anche il comunissimo gioco del calcio può essere un utile strumento per incoraggiare i bambini (e bambine) a credere in loro stessi. L’ importante è non lasciarsi prendere troppo la mano: dunque evitare di pretendere che i bambini giochino come se fossero ai mondiali.

Altra attività da fare potrebbe essere un disegno da colorare. Spesso i genitori quando vedono il figlio colorare (o scrivere) intervengono se non lo fanno nella maniera giusta, precisa. Ma non è sempre così, soprattutto quando non si tratta di un compito di disegno in cui si richiede precisione.

Una partita ai videogame (purché duri massimo mezz’ora) potrebbe essere un’attività per stimolare l’autostima e la fiducia nei bambini.

I giochi da fare sono veramente tanti, vanno bene tutti purché ci sia il clima sereno e consapevole che si tratti di un gioco, in cui la vittoria e la sconfitta non sono poi così importanti.

Victoria Village propone un incontro a cadenza settimanale, uno spazio nel quale i bambini avranno l’occasione di condividere le loro esperienze e le loro difficoltà, per stimolare l’empatia e la capacità di risolvere i problemi.

La struttura dell’incontro sarà quella tipica del circle time – pratica ormai diffusa nei migliori contesti scolastici e associativi di vario genere – del quale sono ampiamente noti i benefici in termini di crescita personale, sviluppo dell’autostima e della self-confidence, ma anche di cooperazione e rispetto degli altri.

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Mai saltare la merenda, attenzione alla varietà, no alle doppie porzioni in inverno. Queste le regole d’oro.

Quello della merenda dei bambini è un momento importante in cui, dopo un’intera giornata passata tra i banchi di scuola, ci si può prendere una pausa e ricaricare le pile.

In inverno poi, con i continui sbalzi di temperatura e i picchi di freddo che possono affaticare l’organismo, lo diventa ancora di più ed è anche essenziale non far passare troppe ore di digiuno tra un pasto e l’altro per non costringere il corpo a far ricorso alle proprie riserve con il rischio di esaurirle.

Prima regola: educare alla varietà

La prima indicazione, sempre valida in ogni stagione, ma a maggior ragione nel lungo periodo invernale, è il principio della varietà. Troppo spesso i bambini tendono, soprattutto a merenda, a voler decidere in autonomia cosa mangiare. È giusto assecondare le loro preferenze ma è bene anche essere propositivi: è infatti fondamentale offrire alternative educando al gusto ed insegnando a non escludere alcun alimento.

Seconda regola: la merenda non va mai saltata

La merenda non va mai saltata, è fondamentale sia a metà mattina che a metà pomeriggio per ‘ricaricarsi’ e mantenere costante la glicemia e, quindi, l’attenzione, durante le lunghe ore di studio e di arrivare meno affamati all’ora di pranzo o di cena.

Terza regola: non aumentare le porzioni con il freddo

Quella che il nostro corpo necessità di maggiori quantità di cibo d’inverno è una falsa credenza. La merenda deve sempre coprire il 7-8% delle calorie totali della giornata. I bambini tendono ad avere uno stile di vita più sedentario rispetto all’estate, per cui non si deve eccedere in calorie se il bambino a pranzo e a cena assume pasti regolari.

Quarta regola: non trascurare le bevande

Una spremuta o una centrifuga di frutta e verdura di stagione o, in alternativa, un succo di frutta al naturale consente di fare il pieno di antiossidanti e avere il giusto mix nella composizione del proprio menu a merenda. Se il bambino apprezza le bevande calde durante questa stagione si può proporre anche un tè o una tisana, prestando attenzione a non esagerare con le quantità di zucchero.

Quinta regola: no doppia merenda per gli sportivi

Molti genitori fanno l’errore di esagerare con la quantità di cibo proposta a merenda, perché sentono il bisogno di compensare la fatica dei figli che fanno sport, mentre nella gran parte dei casi, il dispendio calorico non giustifica una ‘doppia merenda’. Il discorso cambia solo se il bambino pratica un’attività agonistica: in questo caso è necessario prevedere un’alimentazione più ricca.

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Con l’autunno iniziamo a vivere giornate più corte, più buie che ci preparano al freddo invernale. Come vestire i bambini?

L’autunno, si sa, si caratterizza per un’elevata instabilità climatica quindi ogni mattina scegliere l’abbigliamento per i propri bambini mette a dura prova il self control delle mamme.

Sebbene si pensi che il freddo non vada bene e che i bambini devono essere riparati, si sbaglia. In realtà è molto più facile che virus e batteri si diffondano negli ambienti chiusi, quindi perché privare i bambini di passeggiate e giochi fuori casa? Inoltre trascorrere del tempo outdoor consentirà di aumentare le difese immunitarie. Stare, quindi, sotto una campana di vetro non giova a nessuno… solo ai batteri e ai virus!

COME PROTEGGERE I BAMBINI DAL FREDDO?

Per uscire, meglio scegliere le ore più calde della giornata, preferendo quelle centrali in cui le temperature sono un po’ più alte;

Controllare sempre che mani, piedi e testa (considerate che attraverso la sola testa si ha dispersione di buona parte del calore corporeo) siano ben coperti e mai freddi;

Partire da una buona alimentazione, in quanto una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura, fornisce un adeguato apporto nutritivo e di liquidi, aiutando il sistema immunitario;

Fare indossare ai bimbi abiti caldi, morbidi e confortevoli, vestendoli a strati (la famosa “cipolla”), proteggendoli con sciarpe, guanti e cappellini. Se i bambini sudano correndo all’aria aperta, svestiteli un poco e quando vi avviate verso casa ricopriteli, perché il sudore può far ammalare.

COME VESTIRE I BAMBINI QUANDO FA FREDDO?

I giochi all’aria aperta fanno bene al bambino sia dal punto di vista fisico che psicologico e quindi anche in autunno e in inverno è bene non privarli di questo piacere però è necessario vestirli adeguatamente.

Un adeguato abbigliamento deve coprire i bambini e permettere anche un facile movimento. In questo modo potranno stare all’aria aperta senza correre troppo rischi. La scelta dell’abbigliamento varia molto in relazione al tipo di attività cioè se il bambino deve semplicemente giocare fuori o al contrario se pratica sport all’aperto (come calcio o calcetto)

L’attività fisica mette in moto tutti i muscoli e questo tende ad aumentare la produzione di calore nel nostro organismo perciò anche durante lo sport sarebbe opportuno vestire i bambini a strati in modo che man mano che la percezione del calore aumenta possono “liberarsi” di qualcosa di troppo.

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L’informatica insegna il pensiero critico, il problem solving, e la cittadinanza digitale, e giova ad ogni bambino, qualsiasi siano le opportunità che inseguirà nel loro futuro.

L’informatica, negli ultimi anni, è entrata a far parte della nostra vita quotidiana. Chi non sa utilizzare apparecchi di ultima generazione, come smartphone o pc, potrebbe rischiare di restare escluso da molte attività. Inoltre, si dice che le competenze informatiche siano una seconda alfabetizzazione.

L’informatica, al giorno d’oggi, è utilizzata in ambito lavorativo ma anche ricreativo ed ha un’importanza determinante nella società. Ed è proprio per questo che è fondamentale imparare fin da piccoli le conoscenze di informatica.

Quale è l’età giusta per insegnare l’informatica ai bambini?

Molti genitori si chiedono, spesso, se è rischioso far avvicinare i bambini al computer. In realtà, quanto più piccoli sono i bambini più riescono ad apprendere velocemente le nozioni. É proprio da bambini, infatti, che si acquisiscono in maniera più veloce e intuitiva le conoscenze che ci vengono impartite. Questo vale non solo per il computer ma anche per le lingue e per ogni altro tipo di conoscenza: da piccoli si impara di più e più velocemente, questo è ormai un dato di fatto.

In che modo si può insegnare l’informatica ai bambini?

L’insegnamento può avvenire in modo graduale e può essere presentato come se fosse un gioco. É necessario cominciare dall’ABC, ovvero dall’accensione e dallo spegnimento del computer. Si può procedere poi con informazioni inerenti all’utilizzo del mouse e della tastiera. Dopo che il bambino acquista manualità e confidenza con il mouse, si possono spiegare nozioni più complesse.

Accompagnare il bambino nella scoperta del mondo digitale è fondamentale per la sua crescita: avere a disposizione una risorsa preziosa come la tecnologia vuol dire potenziare al massimo le proprie abilità. Effettuare ricerche, saperle condividere, saper utilizzare in maniera accurata i vari programmi di scrittura sono conoscenze che fanno balzare in avanti il livello di ogni bambino.

Se lasciati liberi di esplorare, bambini anche molto piccoli imparano ad interagire con computer e dispositivi mobili anche prima di iniziare a parlare.

Insegnare ai bambini ad utilizzare il computer è importante per prepararli alle innovazioni tecnologiche che sono parte della nostra vita quotidiana. Accedendo al computer e ad Internet, i bambini riescono ad apprendere nozioni base per poter svolgere anche i loro progetti scolastici.  I bambini infatti riescono a conoscere la matematica, la grammatica, le scienze e tanto altro.

Victoria Village organizza Sezioni di Informatica per bambini per preparare oggi le competenze di cui avranno bisogno per il mondo di domani!

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